Kayōkyoku: prima che esistesse il nome J-POP
Prima che J-POP diventasse un nome comune, il kayōkyoku riuniva le canzoni popolari giapponesi tra ballate, idol e influenze in evoluzione.
Catalogo
Prima che J-POP diventasse un nome comune, il kayōkyoku riuniva le canzoni popolari giapponesi tra ballate, idol e influenze in evoluzione.
A quarant’anni dal debutto di Saint Seiya, la partitura orchestrale di Seiji Yokoyama resta essenziale per il lato umano delle sue battaglie mitologiche.
Da Hikaru Utada e RADWIMPS a Vocaloid, hip-hop e artisti destinati a crescere negli anni successivi, 100 brani per riascoltare il 2016 da un’altra prospettiva.
Uscito il 7 ottobre 1996, “Kore ga Watashi no Ikiru Michi” fu il primo numero uno delle PUFFY. Trent’anni dopo, conserva la stessa naturalezza.
Il 5 ottobre 2016, Hi-STANDARD pubblicò ANOTHER STARTING LINE, il primo nuovo singolo in sedici anni, senza preavviso e inizialmente nei negozi.
Uscita il 5 ottobre 2016, Koi di Gen Hoshino è diventata inseparabile dal Koi Dance. Dieci anni dopo, vale la pena tornare alla sua creazione.
TuneCore Japan dichiara di aver superato ¥100 miliardi di pagamenti cumulativi, con oltre due milioni di brani distribuiti.
Ventisei anni dopo “Secret of my heart”, Mai Kuraki firma il suo 30° brano per Detective Conan, prolungando una collaborazione che attraversa la sua carriera.
Dieci anni dopo l’uscita, Fantôme resta l’album che segnò il ritorno regolare di Hikaru Utada, con diversi brani ancora tra i più ascoltati.
Pubblicato il 27 settembre 2006, “Mikazuki” regalò ad ayaka il suo primo singolo al numero uno. Vent’anni dopo, resta una delle canzoni che definiscono la sua carriera.
Uscito il 20 settembre 2006, Tally Ho aprì una nuova discografia per Hiroto Kōmoto e Masatoshi Mashima. Vent’anni dopo, resta l’inizio del loro gruppo più duraturo.
Il nono singolo degli Alice sfiorò la Top 50 giapponese nel 1976. Il gruppo continuò a cantarlo finché un disco modesto divenne la canzone che meglio racconta chi erano.