Secondo la Recording Industry Association of Japan, nel 1986 in Giappone furono prodotti 45,12 milioni di CD da 12 centimetri e 42,751 milioni di LP. Per la prima volta la produzione di CD aveva superato quella degli LP. Il vinile rimaneva importante, le cassette erano ancora comuni e i singoli da 7 pollici continuavano a sostenere buona parte del mercato pop, ma l’equilibrio stava cambiando.
Diversi album resero visibile questa trasformazione. 渡辺美里 (Misato Watanabe) pubblicò un doppio album a 19 anni. 安全地帯 (Anzen Chitai) riempì tre LP o due CD con 36 brani. 吉田美奈子 (Minako Yoshida) finanziò personalmente un CD e ne vendette 3.000 copie. Anche i nuovi strumenti di registrazione cambiarono il lavoro in studio, talvolta dopo una forte resistenza da parte dei musicisti che dovevano utilizzarli.
Ma l’anno non può essere ridotto a una questione di formati. 松田聖子 (Seiko Matsuda) vinse l’Album Grand Prix. BOØWY pubblicò due album importanti a otto mesi di distanza. Il metal giapponese proseguì la sua espansione all’estero, il primo rap giapponese trovò spazio su album, la musica orchestrale di Dragon Quest uscì dalla console e 吉村弘 (Hiroshi Yoshimura) pubblicò un disco ambient la cui reputazione internazionale sarebbe cresciuta decenni dopo.
I 50 album qui sotto sono stati scelti per quattro ragioni: il loro impatto nel 1986, il cambiamento artistico o industriale che rappresentavano, la loro influenza o la loro importanza per una scena scarsamente riflessa nelle classifiche annuali di vendita. È una selezione editoriale presentata in ordine cronologico, non una classifica.
Da gennaio a marzo
1. VOW WOW — III
Prodotto da Tony Platt, il terzo album dei VOW WOW faceva parte di un serio tentativo di costruire una carriera fuori dal Giappone. La band si trasferì nel Regno Unito più tardi nel 1986 e vi lavorò per diversi anni. III registra il momento in cui l’heavy metal giapponese iniziò a considerare l’espansione internazionale come un progetto concreto, sostenuto da decisioni di produzione, management e tournée.
2. 矢野顕子 (Akiko Yano) — 峠のわが家 (Tōge no Wagaya)
Fu il primo album originale di Akiko Yano per MIDI e venne coprodotto con 坂本龍一 (Ryuichi Sakamoto). Una retrospettiva Sony lo descrive come un ritorno verso il jazz dopo il periodo techno-pop. Questa direzione rende Tōge no Wagaya particolarmente utile per osservare il 1986: la produzione elettronica si stava diffondendo, ma Yano la inseriva in un linguaggio musicale più libero invece di seguire il modello pop dominante.
3. ローザ・ルクセンブルグ (Rosa Luxemburg) — ぷりぷり (Puri Puri)
Rosa Luxemburg rimase attivo soltanto per circa un anno e mezzo, ma il suo primo album divenne un riferimento duraturo del rock giapponese. Il gruppo di Kyoto univa ritmi insoliti, linguaggio vernacolare ed elementi di musiche giapponesi più antiche senza assomigliare alle band che allora si stavano dirigendo verso le grandi arene. La sua influenza continuò attraverso どんと (Donto) e BO GUMBOS dopo lo scioglimento.
4. PINK — 光の子 (Hikari no Ko)
Il secondo album dei PINK nacque da un gruppo di sei membri che lavorava tra new wave, funk e una produzione in studio molto dettagliata. Interviste pubblicate nel 1986 mostrano quanto i musicisti volessero costruire un’identità propria e sfuggire ai continui paragoni con band straniere. Hikari no Ko rappresenta l’ambiziosa cultura di studio che si sviluppava al di fuori dei successi pop e rock più visibili dell’anno.
5. BOØWY — JUST A HERO
JUST A HERO stabilì l’identità musicale che avrebbe portato i BOØWY dalla crescita rapida al successo di massa. Più tardi nello stesso anno il gruppo tenne il primo concerto al Nippon Budokan. La presenza dell’album nelle successive classifiche critiche e nei sondaggi sul rock giapponese distingue inoltre la sua reputazione dalla dimensione del fenomeno BOØWY: è il disco più spesso considerato la dichiarazione artistica centrale della band.
6. THE SQUARE — S・P・O・R・T・S
La fusion giapponese aveva un vasto pubblico negli anni Ottanta, e S・P・O・R・T・S contiene una delle sue composizioni più durature. “TAKARAJIMA”, scritta da 和泉宏隆 (Hirotaka Izumi), apparve qui nella prima versione in studio e rimase uno standard del repertorio dei THE SQUARE. L’album restituisce alla musica strumentale il posto che merita in un anno troppo spesso riassunto attraverso idol e rock band.
7. おニャン子クラブ (Onyanko Club) — 夢カタログ (Yume Catalogue)
Yume Catalogue raggiunse il primo posto mentre Onyanko Club stava ridefinendo il rapporto tra televisione e idol pop. La presenza regolare del gruppo in 夕やけニャンニャン (Yūyake Nyan Nyan), i continui cambi di formazione e le numerose uscite soliste e delle sub-unit crearono un formato seriale in continua espansione attorno alla musica. Quel sistema fu uno dei grandi fenomeni della cultura popolare giapponese del 1986.
8. 岡田有希子 (Yukiko Okada) — ヴィーナス誕生 (Venus Tanjō)
Il quarto e ultimo album in studio di Yukiko Okada fu costruito attorno a un gruppo insolitamente forte di autori e compositori. EPO, Ryuichi Sakamoto, 大貫妙子 (Taeko Onuki) e かしぶち哲郎 (Tetsuro Kashibuchi) contribuirono tutti al progetto. Venus Tanjō documenta la crescita di Okada come interprete e merita di essere discusso attraverso questo lavoro, senza lasciare che la tragedia successiva alla pubblicazione assorba tutto il resto.
9. 大貫妙子 (Taeko Onuki) — Comin’ Soon
Taeko Onuki concepì Comin’ Soon come musica che gli adulti potessero ascoltare insieme ai bambini. Il progetto riuniva canzoni legate a みんなのうた (Minna no Uta) della NHK, un libro illustrato e arrangiamenti di Ryuichi Sakamoto, 清水信之 (Nobuyuki Shimizu) e 大村憲司 (Kenji Omura). Il risultato collega pop d’autore, media per bambini e musica su commissione senza trattarli come ambiti separati.
10. LOUDNESS — SHADOWS OF WAR
LOUDNESS registrò SHADOWS OF WAR con il produttore Max Norman dopo aver firmato con Atlantic ed essere entrato nel mercato discografico statunitense. La relativa edizione internazionale, LIGHTNING STRIKES, utilizzava un titolo, una scaletta e un mix diversi. Questi cambiamenti mostrano come funzionava concretamente l’espansione all’estero: il gruppo aveva sfondato, ma il materiale giapponese veniva ancora adattato a un altro mercato.
Da aprile a giugno
11. 吉村弘 (Hiroshi Yoshimura) — GREEN
GREEN fu una delle opere di musica ambientale di Hiroshi Yoshimura, composta per modellare uno spazio tanto quanto per occupare tutta l’attenzione dell’ascoltatore. L’album rimase raro per anni, finché la ristampa e il riconoscimento internazionale non lo trasformarono in un comune punto d’ingresso all’ambient giapponese. La sua importanza per il 1986 è soprattutto retrospettiva, ed è proprio per questo che appartiene alla selezione: le vendite contemporanee non misurano tutti i dischi destinati a durare.
12. 聖飢魔II (SEIKIMA-II) — THE END OF THE CENTURY
La seconda “grand scripture” dei SEIKIMA-II include “蝋人形の館 (Rōningyō no Yakata)”, una delle canzoni più note del gruppo. La band univa heavy metal e elaborati personaggi demoniaci, sapendo portare quella messa in scena nella televisione mainstream. Il concept attirava l’attenzione, mentre la qualità musicale gli diede abbastanza sostanza da sopravvivere alla sorpresa iniziale.
13. 坂本龍一 (Ryuichi Sakamoto) — 未来派野郎 (Futurista)
Ryuichi Sakamoto si ispirò al Futurismo italiano mentre lavorava intensamente con il Fairlight CMI. Il sampling plasmò sia la costruzione sia il tema dell’album. Le retrospettive ufficiali collocano Futurista nella fase in cui la sua identità solista divenne pienamente indipendente dagli YMO, dopo il più transitorio 音楽図鑑 (Ongaku Zukan).
14. 山下達郎 (Tatsuro Yamashita) — POCKET MUSIC
Il racconto di Warner su POCKET MUSIC descrive Tatsuro Yamashita alle prese con la registrazione digitale e la musica computerizzata durante la produzione. L’album documenta quindi la transizione tecnica dal punto di vista di un musicista i cui standard si erano già formati attraverso il lavoro analogico in studio. Divenne uno dei maggiori album commerciali dell’anno e ricevette riconoscimenti ai Japan Record Awards.
15. 芸能山城組 (Geinoh Yamashirogumi) — 輪廻交響楽 (Ecophony Rinne)
Le quattro parti di Ecophony Rinne combinano voci collettive, gamelan, idee ecologiche e tecnologia audio. Il suo ruolo successivo nella storia del cinema giapponese è ben documentato: l’album convinse 大友克洋 (Katsuhiro Otomo) a chiedere a Geinoh Yamashirogumi di creare la musica di AKIRA. Il collegamento conta perché i metodi e la scala associati a quella successiva colonna sonora erano già presenti qui.
16. 松田聖子 (Seiko Matsuda) — SUPREME
I Japan Record Awards nominarono SUPREME vincitore dell’Album Grand Prix del 1986. Raggiunse anche il primo posto e contiene “瑠璃色の地球 (Ruriiro no Chikyū)”, divenuta una delle canzoni più durature di Seiko Matsuda. Il successo conferma che produzione idol e progetto d’album coerente potevano convivere pienamente al centro dell’industria musicale giapponese.
17. TM NETWORK — GORILLA
TM NETWORK usò il terzo album per stabilire il termine “FANKS”, riferito sia al pubblico sia alla combinazione di funk e punk del gruppo. GORILLA sviluppò l’equilibrio tra suono programmato e performance della band che avrebbe presto sostenuto Self Control e “Get Wild”. Cattura il modello operativo immediatamente precedente alla svolta commerciale.
18. 薬師丸ひろ子 (Hiroko Yakushimaru) — 花図鑑 (Hana Zukan)
I fiori forniscono l’idea organizzatrice di Hana Zukan, le cui canzoni furono affidate a un ampio gruppo di autori. L’identità dell’album nasce dalla scelta del materiale, dalla sequenza e dall’interpretazione di Hiroko Yakushimaru. È un buon esempio di come un’interprete potesse modellare un album come opera completa senza esserne l’unica autrice o compositrice.
19. 角松敏生 (Toshiki Kadomatsu) — TOUCH AND GO
TOUCH AND GO fu registrato attraverso reti di studi giapponesi e newyorkesi e ricevette un premio per l’album ai Japan Record Awards. Toshiki Kadomatsu operava già come cantante, autore, arrangiatore e produttore, ruoli destinati a diventare sempre più importanti nella sua carriera. L’album riflette la quantità di pianificazione e lavoro specializzato dietro il pop e funk levigati associati al suo nome.
20. 少年ナイフ (Shonen Knife) — PRETTY LITTLE BAKA GUY
Shonen Knife pubblicò il terzo album tramite Zero Records in Giappone prima dell’uscita negli Stati Uniti nell’ottobre 1986. Il gruppo fu inoltre incluso nella compilation Sub Pop 100 quel novembre. Queste pubblicazioni documentano una precoce via indie internazionale per una band giapponese, diversi anni prima che l’alternative rock diventasse un grande mercato globale.
21. SION — SION
Il primo album di SION per una major arrivò insieme al singolo “俺の声 (Ore no Koe)”. Comprende anche brani iniziali come “コンクリート・リバー (Concrete River)” e “SORRY BABY”, rimasti centrali nel suo catalogo. Il debutto stabilì un cantautore la cui voce ruvida e scrittura diretta offrivano un’altra forma di rock giapponese accanto alle band in rapida crescita di quell’anno.
22. 菊池桃子 (Momoko Kikuchi) — ADVENTURE
Il terzo album di Momoko Kikuchi è stato poi ristampato a livello internazionale e presentato come un classico city pop. Questa categoria successiva non dovrebbe oscurarne il posto originario nell’idol pop. La scrittura sofisticata, gli arrangiamenti e la produzione in studio raggiunsero un vasto pubblico proprio attraverso il mercato idol.
23. P-MODEL — ONE PATTERN
ONE PATTERN fu il settimo album dei P-MODEL e l’ultimo prima di una lunga pausa. Nel 1986 il pop elettronico era ormai comune in Giappone, ma la scrittura e la produzione di Susumu Hirasawa restavano difficili da assorbire nella versione mainstream di quel suono. L’album mantiene presente la precedente scena new wave giapponese nella storia dell’anno.
24. DEAD END — DEAD LINE
DEAD END pubblicò il primo album in modo indipendente prima di passare a una major. DEAD LINE contribuì a sviluppare il lato più oscuro e teatrale dell’hard rock e metal giapponese che avrebbe influenzato musicisti successivi, compresi molti associati al visual kei. Il suo impatto iniziale sul mercato indipendente è importante quanto le etichette applicate in seguito.
Da luglio a settembre
25. 中山美穂 (Miho Nakayama) — SUMMER BREEZE
Il terzo album di Miho Nakayama avviò un’importante collaborazione con Toshiki Kadomatsu e incluse la versione originale di “You’re My Only Shinin’ Star” prima che il brano diventasse in seguito un successo. SUMMER BREEZE segna una fase iniziale nell’evoluzione di Nakayama da nuova idol a cantante con un’identità musicale più chiaramente definita.
26. 渡辺美里 (Misato Watanabe) — Lovin’ you
Misato Watanabe aveva 19 anni quando pubblicò questo doppio album. Lovin’ you raggiunse il primo posto, si piazzò settimo nella classifica annuale degli album secondo il suo sito ufficiale e ricevette riconoscimenti ai Japan Record Awards. La sua durata fa parte della sua importanza: a una giovane cantante furono concessi due dischi per stabilire repertorio e identità.
27. PSY・S — PIC-NIC
PSY・S riuniva il sound designer 松浦雅也 (Masaya Matsuura) e la cantante CHAKA. Il secondo album usava produzione elettronica all’interno di canzoni pop dirette, lasciando spazio al fraseggio distintivo di CHAKA. Il successivo ruolo di Matsuura nello sviluppo dei rhythm game aggiunge un ulteriore legame storico, ma PIC-NIC è già di per sé un importante album di pop elettronico giapponese del periodo.
28. KUWATA BAND — NIPPON NO ROCK BAND
桑田佳祐 (Keisuke Kuwata) formò KUWATA BAND mentre Southern All Stars era in pausa. L’unico album in studio del gruppo fu cantato interamente in inglese, divenne uno dei grandi successi di vendita dell’anno e ricevette riconoscimenti ai Japan Record Awards. Titolo e lingua riflettono la persistente importanza del rock americano e britannico come punti di riferimento per i musicisti giapponesi nel 1986.
29. 1986 OMEGA TRIBE — Navigator
Il progetto Omega Tribe fu ricostruito attorno a un nuovo cantante, カルロス・トシキ (Carlos Toshiki), annunciando il cambiamento anche nel nuovo nome. “君は1000% (Kimi wa 1000%)” diede a 1986 OMEGA TRIBE un successo immediato, mentre Navigator stabilì la formazione rinnovata sull’intera durata di un album. L’attuale associazione con il city pop arrivò dopo questo rilancio riuscito nel mainstream giapponese.
30. テレサ・テン (Teresa Teng) — 時の流れに身をまかせ (Toki no Nagare ni Mi wo Makase)
Teresa Teng era un’artista taiwanese con una grande carriera in tutta l’Asia orientale. Questo album originale destinato al mercato giapponese appartiene alla storia della musica giapponese perché fu centrale nel suo lavoro in Giappone. La title track divenne uno dei suoi brani simbolo e ricevette il premio per la composizione ai Japan Record Awards. La sua presenza riconosce inoltre quanto la musica popolare giapponese sia stata modellata da artisti e pubblici in movimento oltre i confini nazionali.
31. 中森明菜 (Akina Nakamori) — 不思議 (Fushigi)
Fushigi fu il primo album interamente autoprodotto da Akina Nakamori. Il mix colloca deliberatamente la sua voce dentro la musica invece di mantenerla chiaramente in primo piano, una scelta insolita per una delle principali cantanti idol del Giappone. L’album raggiunse il numero uno, portando un concept album impegnativo a un vasto pubblico e affermando l’autorità di Nakamori sulle proprie registrazioni.
32. 久石譲 (Joe Hisaishi) — 天空の城ラピュタ サウンドトラック 飛行石の謎 (Tenkū no Shiro Rapyuta Soundtrack: Hikōseki no Nazo)
La colonna sonora di Joe Hisaishi accompagnò il primo lungometraggio dello Studio Ghibli e continuò la sua collaborazione con 宮崎駿 (Hayao Miyazaki). L’album uscì su LP e cassetta in agosto, seguito dal CD in settembre, e comprende “君をのせて (Kimi wo Nosete)”. La sua lunga vita al di fuori del film mostra come gli album di colonne sonore siano entrati nell’ascolto popolare e nella memoria musicale condivisa.
33. 浜田省吾 (Shogo Hamada) — J.BOY
J.BOY fu un doppio album che trascorse diverse settimane al primo posto e ricevette riconoscimenti ai Japan Record Awards. Shogo Hamada usò la sua durata per collegare scrittura personale, lavoro, disuguaglianza e clima sociale. L’album divenne uno dei segnali più chiari che il rock giapponese poteva dominare il mainstream rivolgendosi nello stesso tempo a un pubblico adulto.
34. 浜田麻里 (Mari Hamada) — PROMISE IN THE HISTORY
Mari Hamada scrisse tutti i testi del suo sesto album e lavorò con musicisti della scena hard rock giapponese. Il disco entrò nella top ten della classifica LP. Il suo ruolo di autrice e artista principale è centrale per la selezione: PROMISE IN THE HISTORY colloca l’autorialità e la voce di una donna nello sviluppo del metal giapponese, le cui ricostruzioni storiche si sono spesso concentrate su band maschili.
35. 吉田美奈子 (Minako Yoshida) — BELLS
Minako Yoshida produsse personalmente BELLS e vendette il CD originale in una tiratura di 3.000 copie. Alcuni testi promozionali lo hanno definito il primo CD indipendente al mondo, affermazione difficile da stabilire con certezza. I fatti verificati sono già significativi: un’affermata cantautrice giapponese usò il nuovo formato per distribuire un album al di fuori del consueto processo delle major.
36. CASIOPEA — SUN SUN
Il chitarrista 野呂一生 (Issei Noro) produsse SUN SUN, con Carlos Alomar come musicista e compositore. CASIOPEA aveva già sviluppato una forma riconoscibile di fusion giapponese, quindi la collaborazione internazionale non richiese al gruppo di ricostruire la propria identità. L’album riflette una scena matura, capace di lavorare direttamente con musicisti provenienti dalle grandi reti di studio americane e britanniche.
37. いとうせいこう (Seiko Ito) & TINNIE PUNX — 建設的 (Kensetsuteki)
Kensetsuteki è meglio descritto come uno degli album fondativi del rap giapponese. Definirlo il primo dipende da criteri che finiscono per oscurare il lavoro stesso. Seiko Ito, 高木完 (Kan Takagi), 藤原ヒロシ (Hiroshi Fujiwara) e ヤン富田 (YAN TOMITA) stavano adattando il rap alla lingua giapponese, alle attrezzature disponibili e a una scena ancora molto piccola. L’album registra quelle prime soluzioni.
Da ottobre a dicembre
38. すぎやまこういち (Koichi Sugiyama) / 東京弦楽合奏団 (Tokyo String Ensemble) — 組曲「ドラゴンクエスト」 (Suite Dragon Quest)
Koichi Sugiyama diresse un ensemble formato da membri selezionati della NHK Symphony Orchestra per il primo album orchestrale basato sul Dragon Quest originale. Il titolo originario è Suite Dragon Quest; registrazioni successive usarono Symphonic Suite. Questa uscita contribuì a stabilire la musica per videogiochi come repertorio che poteva essere arrangiato, eseguito e venduto indipendentemente dal gioco.
39. REBECCA — TIME
Il quinto album dei REBECCA raggiunse il primo posto e divenne un long seller. Il ruolo di NOKKO alla guida di una delle maggiori rock band giapponesi era significativo in un mercato dove le donne venivano ancora spesso trattate come cantanti pop o idol soliste. TIME mostrò che un gruppo guidato da una donna poteva essere una forza commerciale centrale del rock giapponese.
40. THE ALFEE — AGES
Rolling Stone Japan descrive AGES come il primo vero concept album dei THE ALFEE. Uscì nello stesso anno in cui la band suonò davanti a 100.000 persone al Tokyo Bay Area. I due eventi documentano lati diversi della posizione dei THE ALFEE nel 1986: un progetto di album più strutturato e la capacità di portare il rock a una scala enorme.
41. BOØWY — BEAT EMOTION
BOØWY pubblicò BEAT EMOTION otto mesi dopo JUST A HERO. Il disco precedente aveva stabilito l’identità artistica del gruppo; il nuovo trasformò la rapida crescita in successo commerciale di massa. Entrambi sono inclusi perché documentano fasi diverse raggiunte nello stesso anno. A novembre BOØWY stava già definendo il modello seguito da molte rock band giapponesi successive.
42. 中島みゆき (Miyuki Nakajima) — 36.5℃
Miyuki Nakajima coprodusse il suo quattordicesimo album con 甲斐よしひろ (Yoshihiro Kai). Vi contribuirono diversi importanti arrangiatori e il disco fu mixato al Power Station di New York. 36.5℃ mostra una cantautrice affermata che incorpora il suono da studio della metà degli anni Ottanta mantenendo al centro scrittura e interpretazione.
43. THE STREET SLIDERS — 天使たち (Tenshi-tachi)
佐久間正英 (Masahide Sakuma) produsse il quinto album dei THE STREET SLIDERS, mixato da Michael Zimmerling. Il rock basato sul blues del gruppo rimase distinto dallo stile più pulito e veloce associato ai BOØWY, pur condividendo lo stesso mercato in espansione. Tenshi-tachi arrivò poco prima del primo concerto dei THE STREET SLIDERS al Nippon Budokan, all’inizio del 1987.
44. ムーンライダーズ (Moonriders) — DON’T TRUST OVER THIRTY
Moonriders pubblicò l’undicesimo album prima di una pausa di cinque anni. Il titolo affronta l’invecchiamento con umorismo e inquietudine dall’interno di un gruppo che aveva contribuito a plasmare la New Music giapponese dagli anni Settanta. L’album chiude la prima parte della carriera e collega quella generazione alle più giovani scene new wave e rock circostanti.
45. 松任谷由実 (Yumi Matsutoya) — ALARM à la mode
Il diciottesimo album originale di Yumi Matsutoya raggiunse il primo posto. Le edizioni LP, cassetta e CD uscirono tutte nello stesso giorno, dettaglio significativo in un anno di formati in trasformazione. Un’artista i cui album annuali erano diventati appuntamenti fissi del mercato giapponese raggiungeva ora gli ascoltatori contemporaneamente su tre supporti, senza che nessuno fosse ancora considerato secondario.
46. あぶらだこ (Aburadako) — あぶらだこ (Aburadako), il “Blue Album”
Fu il secondo album omonimo degli Aburadako, comunemente identificato dalla copertina blu. Il debutto del 1985 è il “Wood Album”, e i due vengono spesso confusi. Il disco del 1986 porta l’hardcore punk verso ritmi irregolari, linguaggio denso e strutture che resistono alla forma convenzionale della canzone. La sua successiva reputazione critica dà all’underground giapponese un posto necessario in questo racconto dell’anno.
47. 佐野元春 with THE HEARTLAND (Motoharu Sano with THE HEARTLAND) — Café Bohemia
THE HEARTLAND fornì tutto l’accompagnamento dell’album e apparve per la prima volta accanto a Motoharu Sano nel credito artistico. Café Bohemia ampliò la sua scrittura attraverso rock, pop e diverse influenze della musica nera, sostenuta da una band che aveva sviluppato una chiara identità collettiva. Il credito riflette con precisione quanto il gruppo fosse diventato importante per il lavoro.
48. 安全地帯 (Anzen Chitai) — 安全地帯V (Anzen Chitai V)
Anzen Chitai V contiene 36 brani e uscì come triplo LP e doppio CD. La dimensione del progetto riflette sia la posizione commerciale del gruppo sia il maggiore tempo disponibile sul CD. È l’esempio più letterale della selezione di un album che si espande durante la transizione tra formati.
49. 中森明菜 (Akina Nakamori) — CRIMSON
Il secondo album numero uno di Nakamori nel 1986 fu costruito attorno a cinque composizioni di 竹内まりや (Mariya Takeuchi) e cinque di 小林明子 (Akiko Kobayashi). La divisione equilibrata conferisce a CRIMSON una chiara struttura interna e pone al centro l’interpretazione di Nakamori. La successiva associazione con il city pop gli ha portato un altro pubblico senza cambiarne la forza originaria come album idol accuratamente diretto.
50. 喜多郎 (Kitaro) — 天空 (Tenku)
Tenku inaugurò l’accordo mondiale di Kitaro con Geffen e segnò l’inizio della sua carriera discografica americana. Il suo percorso all’estero differiva dalle strategie hard rock e metal seguite da LOUDNESS e VOW WOW: Kitaro entrò in un mercato internazionale di musica per sintetizzatori e new age. L’album completa il quadro di musicisti giapponesi che, nello stesso anno, sperimentavano diverse forme di distribuzione internazionale.